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FMC #06

09.2025

FMC // ottobre e novembre 2025. I nostri prossimi eventi

09.10 / Inizia il secondo modulo sulla Mitologia Moderna a UNITO
Il Laboratorio di “Modern Mythology & Communication Design” è pensato per formare esperti nelle pratiche della comunicazione e delle narrazioni per le Imprese Creativo Culturali. Saranno queste le “voci” del cambiamento, capaci di tradurre le tendenze e i dati emergenti in comunicazione culturale innovativa, pensata per risuonare per le diverse generazioni esistenti e con maggiore consapevolezza della continua evoluzione degli assi portanti del nostro mondo.

14.10 / Il nostro STATUS QUⒺST al DemoDay bootcamp di XR4ED
Dopo il workshop a Rovereto e a Torino e le preziose indicazioni raccolte dagli utenti vedenti e non vedenti, siamo ora pronti per la presentazione ed il lancio del prototipo del gioco STATUS QUⒺST. A breve, maggiori info per scaricarlo e provarlo!

21.10 / THE MYTH OF SUPERHEROES
Si sdoppia presso l’Archäologisches Museum di Amburgo, la grande mostra sulle radici mitologiche greco-romane dei Supereroi contemporanei, curata da Fabrizio Modina per Fondazione M-Cube, Federica Montani ed Eugenio Martera per Contemporanea Progetti. Dopo l’anteprima a San Diego (USA), la mostra madre è attualmente al Vapriikki Museokeskus di Tampere, in Finlandia e sarà aperta fino al 18 gennaio 2026.

L’edizione speciale pensata per la Germania, propone un continuo alternarsi di analisi tra passato e presente, esplorando le diverse tipologie di archetipi di supereroe presenti nei miti e nelle leggende antiche.

2.11 / Scopriamo i miti di… The Lifetimes Tour
Un appuntamento imperdibile di musica e cultura pop imperdibile per FMC. La superstar americana Katy Perry arriva all’Unipol Arena di Bologna per l’unica data italiana del suo tour mondiale. Con un totale di 115 miliardi di stream e vendite globali di oltre 70 milioni di album e 143 milioni di singoli, Katy Perry è una delle artiste più amate di tutti i tempi

13.11 / Scopriamo i miti di… The Mayhem Ball
Il concerto-evento dell’anno: Lady Gaga torna alla musica dopo gli interludi cinematografici con uno spettacolo mastodontico sospeso tra barocco decadente e neogotico dark. FMC sarà nel Golden Circle dell’LDLC Arena di Lyon (FR) per un reportage live

19-21.11 / Siamo a Cordoba, in Argentina con SiGradi 2025
Meta-Responsive Approaches in Architecture, Art, Design, and Sciences

SiGraDi 2025 ci porta dentro al “responsive design” per creare soluzioni adattive e flessibili in architettura – cosi come nello sviluppo dei progetti culturali – in grado di adeguarsi e rispondere efficacemente a necessità umane e dell’ecosistema in continua evoluzione. Presentiamo qui la nostra ricerca See the Invisible: Using Generative AI to Represent Mythical Layers in Immersive Panoramas, while understanding more about “Eternal cities”.

24.11 / Si parte per la Nuova Zelanda!
GDI 2025 Green + Digital + Intelligent Built Environments

GDI 2025 ci permetterà di esplorare le ricerche all’avanguardia e le pratiche trasformative che stanno plasmando il futuro dell’ambiente costruito, spaziando tra edilizia sostenibile, sistemi strutturali avanzati, città intelligenti e trasformazione digitale. Con la Fondazione M-Cube presenteremo il paper See the Invisible.How generative-AI can support panoramas artists to represent spaces in a deeper way, while understanding more about “Eternal cities”, terremo un workshop professionale sugli ambienti panoramici phygital e allestiremo al nuova demo della mostra See the Invisible.

Dietro le quinte, la Sartoria trova una casa speciale

di Emanuela Zilio

Oggi vi porto a Berlino, dentro il cuore pulsante della Volksbühne. Qui, lontano dai riflettori, 47 artigiani e artigiane lavorano instancabilmente per dare vita alle scenografie e ai costumi che il pubblico ammira in scena.

Foto: @Makar Artemev

Il 25 settembre il teatro ha inaugurato la nuova stagione con Peer Gynt. Mentre la maggior parte del personale si godeva la pausa estiva, i laboratori hanno riaperto in anticipo a metà agosto: c’era ancora molto da fare per completare la Bühne e i Kostüme su cui si lavorava già dalla primavera.

Ogni scenografia prende forma partendo da un modello digitale, disegnato al computer negli uffici del laboratorio. Quando arriva l’approvazione del team registico, il progetto diventa materia: legno, metallo, pittura e decorazioni prendono corpo grazie alle mani esperte della Werkstatt, guidata da Stefan Möllers. Nei magazzini di Pankow i reparti di falegnameria, metallurgia e decorazione trasformano la visione in realtà tridimensionale, mentre al quarto piano della Volksbühne i maestri sarti traducono in tessuto le idee dei costumisti.

Foto: @Makar Artemev

I laboratori di sartoria sono due: uno per i costumi femminili, l’altro per quelli maschili. Qui il lavoro è sempre una corsa contro il tempo: a differenza dell’opera, dove i programmi sono stabiliti a inizio stagione, il teatro di prosa lascia spazio a continue modifiche fino all’ultimo. In media ci sono sei settimane per trasformare i bozzetti in abiti pronti per il palcoscenico. Eppure, nonostante la frenesia, l’atmosfera è serena e collaborativa. Lo scorso agosto, per esempio, erano già all’opera sui costumi di Goodbye, Berlin di Constanza Macras, attesa per ottobre.

Pur disponendo di un guardaroba storico ricchissimo – curato da Ulrike Köhler con l’assistente Jasmina Knitter – l’80% dei costumi viene comunque creato da zero per ogni nuova produzione. «Se il lavoro fosse esternalizzato», spiega Köhler, «probabilmente sarebbe l’inverso: 80% acquistati, 10% nuovi e 10% recuperati dalle riserve».

E il lavoro non finisce qui. C’è l’Ankleide, il reparto dove ogni sera gli abiti vengono ripuliti da sudore, sangue (vero e finto), vomito, feci, schiuma e tutto ciò che la scena teatrale richiede. Non è certo il compito più glamour, ma è indispensabile perché lo spettacolo continui. Come ricorda Mina Fichte, Gewandmeisterin del guardaroba femminile: «Molte persone sono coinvolte. Molte sono fondamentali per il sistema. E nessuna può esistere senza l’altra».

La moda, professione in evoluzione

Scopri i video talk della Fondazione M-Cube, a partire dalla moda, per poi planare su tanto altro dai mondi della Mitologia Moderna!

Doppia Zip

a cura di Grita
riprese e montaggio di Simona Rapisarda

Il saper fare artigianale

La modellista e stilista Claudine Vincent ci racconta delle professioni “invisibili” che si trovano dietro ad ogni capo e accessorio di moda.
Come mai il lavoro tecnico non è valorizzato tanto quanto quello creativo?
La moda è lavoro artigianale collettivo che evolve nei suoi obiettivi, è per questo ci siamo trovati a parlare di sostenibilità e upcycling.

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300 ore di specializzazione per i professionisti

Contatti & Info

educational@fondazionemcube.it
Segreteria +39 392.6328942 // Da lun a ven – 14.00-16.00

La moda attraverso il grande schermo: American Gigolò a cura di Elena Maria Casella

La notizia della scomparsa di Giorgio Armani ha segnato la fine di un’epoca non solo per la moda, ma per quell’immaginario condiviso in cui il suo stile ha saputo trasformarsi in linguaggio universale. Tra le tante immagini che ci restano, ce n’è una che appartiene più al cinema che alle passerelle: Richard Gere che apre l’armadio in American Gigolò (1980), scorrendo con cura giacche e camicie firmate Armani.
In questa scena semplice e magnetica prende forma un mito: la nascita dell’uomo Armani, un’icona di eleganza disinvolta, sofisticata e sensuale.

L’arrivo di Giorgio Armani a Hollywood con American Gigolò, film diretto da Paul Schrader non è soltanto un episodio fortunato di product placement ma il segno di un cambiamento profondo nel linguaggio visivo della moda e del cinema. All’inizio degli anni Ottanta la società occidentale stava entrando in un decennio segnato dall’individualismo, dal culto dell’immagine e da nuove forme di consumismo e la moda si è trovata al centro di questa trasformazione: gli abiti diventano una dichiarazione di identità, un simbolo di appartenenza a un certo status e ad una certa comunità e uno strumento di affermazione sociale.

Lo stile di Armani, caratterizzato da linee pulite e tonalità neutre come il blu, il sabbia e il grigio, si inserisce perfettamente in questo scenario elegante e sobrio, raffinato e discreto, lontano dagli eccessi cromatici e sartoriali degli anni Settanta. L’incontro con il cinema è naturale: Hollywood ha bisogno di nuovi codici per raccontare la mascolinità contemporanea e Armani li offre con chiarezza. In American GigolòRichard Gere diventa il volto su cui questo stile prende forma: i completi, la leggerezza dei tessuti e la pulizia delle linee contribuiscono a definire il personaggio di Julian Kay. In scena non vediamo il classico gigolò di strada ma un professionista che si muove nei piani alti della società. Lo spettatore lo intuisce prima ancora che dal dialogo, proprio dall’abito, simbolo di un decennio che farà dell’apparenza e della cura di sé una vera e propria religione.

Non è un caso se proprio in quegli anni si affermano le prime top model e si diffonde un’attenzione ossessiva per il corpo e per i brand di lusso. Se Richard Gere e Armani incarnano il nuovo volto della mascolinità, la co-protagonista Lauren Hutton rappresenta la controparte femminile. Attrice e modella, icona glamour già affermata all’epoca, la sua presenza lega il film direttamente al mondo della moda del tempo. A vestirla è Bottega Veneta, altro nome di spicco del Made in Italy, già allora sinonimo di ricercatezza e artigianalità sofisticata. La pochette che indossa per tutto il film è un accessorio che assume un valore iconico e che condensa perfettamente l’idea di un ‘’lusso silenzioso’’: nessun logo evidente, nessuna ostentazione, soltanto l’inconfondibile lavorazione a intreccio che, a distanza di oltre quarant’anni, è ancora protagonista delle passerelle e degli armadi delle celebrities, a dimostrazione di come la moda si rinnovi costantemente.

Armani e Gere da un lato, Bottega Veneta e Hutton dall’altro. Due poli che raccontano l’eleganza maschile e femminile accomunate dalla stessa idea di stile. Insieme, i due personaggi restituiscono l’immagine di una modernità estetica che lancia il cinema americano in un dialogo con la moda italiana, una collaborazione tra arti che segnerà gli anni a venire.

Ancora oggi, in ambienti come Wall Street, è in vigore una sorta di dress code costruito sul must have di alcuni capi specifici, indicatori di raggiungimento dello status economico più elevato: abito Armani e mocassini Gucci sono imprescindibili.

Salutiamo Giorgio Armani, non solo come stilista, ma come un grandissimo visionario. Il suo lavoro resterà per sempre un punto di riferimento e se ‘’l’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare’’, possiamo certamente affermare che lui è riuscito appieno nel suo intento…

MiniMyths in collaboration with Scuola Internazionale Comics
Logo rassegna corti animati MiniMyths

in collaborazione con Scuola Internazionale Comics (Torino)

Dopo un anno straordinario insieme ai ragazzi, alle ragazze e ai docenti
della Scuola Internazionale di Comics… arriva la nuova rubrica MiniMyths
…per capire insieme cos’é la Mitologia Moderna.

Picture Perfect Future

di Fiammetta Camattari

FMC // settembre 2025. Risultati e progetti in corso

NUOVI FORMAT PER VOI
In lavorazione per voi… l’irriverente MAGAZINE “LETTERALMENTE” (a cura di Annarita Clemente. E ancora… una RIVISTA direttamente dal mondo COSPLAY con Angela De Marco, una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA Con Nicolas Casari e un PODCAST, con Giorgia Casari, per raccontare la vita reale, abbandonare i pregiudizi e trovare il coraggio di confrontarsi su tutte le questioni umane.

RICERCA & INNOVAZIONE
La ricerca della Fondazione M-Cube prosegue in collaborazione con la New York Institute of Technology (USA), la Auckland University of Technology (NZ), HTW-Berlin (DE), e la Universidade Aberta (Lisboa, Algarve – PT).
Stiamo studiando come la Mitologia Moderna pervada e impatti sugli spazi (le “Città Mito”- in occasione di KUI 2025, al Kulturforum di Berlino, ne abbiamo presentato un primo capitolo)….


…il mondo food (pensate alla Coca Cola o alla Nutella), il nostro modo di vestire e di creare abiti (…indossiamo capi come i Jeans – nati a fine ‘800), come immaginare nuove forme di tutela per la Property Intellettuale degli artisti… c’è molto da scoprire, capire e condividere con tutti voi!

PROGETTI EU
In fase di candidatura, in collaborazione con 40 partner in Europa, USA e Nuova Zelanda, tre nuovi progetti in risposta alle nuove call Horizon.