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See the Invisible

Attraverso una serie di esperienze phygital — spazi ibridi che intrecciano il reale e il digitale — indaghiamo, insieme all’artista Chiara Masiero Sgrinzatto le “Città Mito“. Attraverso il medium panorama, osserviamo e analizziamo questi luoghi, veri e propri laboratori in continua evoluzione, capaci di superare le barriere del tempo.

Una collezione di disegni realizzati a mano incontra le tecnologie digitali… QR code, tag NFC/RFID, AI. L’occhio umano si unisce a quello della macchina per vedere meglio e capire di più. L’esperienza dentro al grande panorama si trasforma in un racconto interattivo, fatto di strati e connessioni da esplorare.

Il visitatore é accompagnato nella costruzione del mito: i panorami a 360° diventano ponti tra memoria, mito e immaginazione, capaci di attraversare generazioni e linguaggi diversi. Le città emergono non sono solo in quanto forme e organizzazioni nello spazio, ma come paesaggi emotivi e cognitivi che vivono dentro di noi. Le Myth Cities agiscono su più livelli simbolici — fisico, narrativo, percettivo — diventando dispositivi vivi di creazione del mito nella cultura globale.

Tour

AUKLAND, Nuova Zelanda // Nov-Dic 2025

La mostra DEMO See the Invisible arriva in Nuova Zelanda, ín occasione della conferenza GDI 2025 Green + Digital + Intelligent Built Environments. Con la Fondazione M-Cube presentiamo il paper See the Invisible. How generative-AI can support panoramas artists to represent spaces in a deeper way, while understanding more about “Eternal cities” e terremo il workshop professionale Draw the Invisible sugli ambienti panoramici phygital.

GDI 2025 Green + Digital + Intelligent Built Environments

See the Invisible. Come l’intelligenza artificiale generativa può supportare gli artisti dei panorami nel rappresentare gli spazi in modo più profondo, favorendo una comprensione più ampia delle “Città Eterne”

Oggi gli artisti che si dedicano ai panorami stanno sperimentando nuove soluzioni di disegno attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale generativa. Anche l’International Panorama Council (IPC) riunisce ricercatori e studiosi impegnati a indagare e sostenere i progressi in questo settore.
Questo contributo si basa sulla ricerca See the Invisible, condotta dalla Fondazione M-Cube (FMC) e dal New York Institute of Technology (NYIT) all’interno del programma NGI Enrichers Transatlantic (2024–2025). Nel corso dello studio, sono stati utilizzati contenuti specifici per addestrare e migliorare le prestazioni dell’IA nel complementare l’intervento umano nel disegno di panorami.

Il materiale di ricerca riguarda città che, nel nostro mondo e nella storia, hanno acquisito una potente aura mitologica, diventando vere e proprie “città eterne”. In questi luoghi esistono “fatti ed eventi” non percepibili a occhio nudo, ma che possiedono il potenziale di rivelare spazi e percorsi in modi differenti rispetto a quanto consentono i sensi fisici. L’IA è stata incaricata di generare proprio questo strato intangibile, rappresentandolo in formato equirettangolare.

Il contributo esplora i due principali approcci adottati nel processo di ricerca:
1. Disegno equirettangolare manuale: identificazione di luoghi specifici della città (ancora visibili oggi) e disegno in situ; indagine d’archivio per raccogliere materiali storici relativi a luoghi non più visibili; interviste qualitative a un campione intergenerazionale in USA e Italia, volte a indagare la percezione del mito e il suo valore per le persone; disegno di ricostruzione; post-produzione e variazione delle prospettive (diverse proiezioni e visioni dello stesso luogo).
2. Disegno generato dall’IA: l’intelligenza artificiale è stata incaricata di disegnare lo “strato invisibile” del mito, ovvero lo spazio in cui la magia prende forma nella mente degli artisti e dei designer. A tale scopo, l’algoritmo è stato addestrato utilizzando dataset disponibili, conoscenze di ricercatori, artisti e curatori, e saperi provenienti da comunità tematiche legate agli oggetti rappresentati.


BERLINO, Germania // Sett 2025
XXII. Conference Culture and Computer Science // Remixing analog and digital

Le città come costrutti emotivo-cognitivi. La visione per accedere al mito, alla memoria e al significato

Le città, l’architettura e le infrastrutture sono concetti in continua evoluzione. Esse rappresentano il modo in cui la nostra visione dello spazio e del tempo prende forma, e come cultura, relazioni, emozioni e flussi costituiscano elementi chiave nei processi di progettazione e costruzione. Nella nostra epoca è entrato in gioco un nuovo e potente attore, che ha creato una terza dimensione, non meno reale e influente dello spazio e del tempo: il digitale.

In questo contesto, la ricerca esplora l’interazione tra memoria, mito e trasformazione attraverso panorami immersivi a 360 gradi, utilizzati sia come strumenti di rappresentazione che di coinvolgimento. Quattro progetti interdisciplinari — Schianti (SCH), We’ll Meet Again (WMA), MultipliCity (MLC) e See The Invisible (STI) — sono stati analizzati come casi studio per indagare: (1) in che modo la memoria e le risposte emotive possano ridefinire i luoghi e i loro significati; (2) come le città mitologiche vengano create e influenzino percezione e identità; (3) come modalità di interazione a bassa soglia possano generare coinvolgimento intergenerazionale e favorire il cambiamento individuale e collettivo.

Attraverso panorami equirettangolari disegnati a mano e potenziati dall’intelligenza artificiale, insieme a mostre pubbliche, workshop e processi partecipativi, la ricerca ha analizzato sia gli spazi fisici sia quelli digitali.

I risultati dimostrano che i disegni immersivi possono diventare veri e propri media in grado di rafforzare il senso di appartenenza comunitaria, catalizzare processi di guarigione emotiva e agire come interfacce simboliche per narrazioni complesse.
Inoltre, i progetti analizzati hanno evidenziato il potenziale dei panorami come catalizzatori di co-progettazione, aprendo nuove prospettive per interpretare, reimmaginare e rigenerare lo spazio nei contesti artistici, accademici e civici.


Making of

La costruzione di una mostra richiede tante mani e tante teste creative… dal disegno alla sartoria, dalla tecnologia alla cartotecnica.
Claudine Vincent ci ha aiutato nella confezione del primo grande panorama immersivo… 150cm di diametro e 12 spicchi da unire in modo precisissimo per creare una sorta di mappamondo… in cui, però, viaggi all’interno.