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Gli dèi del Mito

Gli antichi greci e romani erano politeisti, credevano cioè nell’esistenza di molteplici divinità: dèi e dee, oltre a una serie di esseri ultraterreni minori di vario tipo, organizzati in gruppi e gerarchie ben definite. Il Pantheon (ovvero l’insieme di tutti gli dèi) delle divinità greche e romane era ricchissimo e ogni dio aveva una propria genealogia, possedeva una personalità unica, era dotato di specifiche capacità e caratterizzato da attributi e qualità diverse. Oltre che agli eroi e alle loro imprese, i miti greci e romani ruotavano intorno alle storie di queste divinità, soprannaturali e immortali, spesso capricciose, e al modo in cui essi interagivano e, in realtà, governavano la vita e la morte degli esseri umani.

Secondo i “miti dell’origine e della creazione” tutto cominciò con il Caos, un enorme ed indistinto nulla. Dal vuoto del caos apparve Gea (la Terra) la quale, senza la collaborazione di alcuna figura maschile, generò Urano (il Cielo), che una volta nato la fecondò. Dalla loro unione nacquero i Titani e poi i Giganti. Tra i Titani si ricordano soprattutto Crono e Rea che si unirono dando vita alla stirpe che generò i primi e più celebri “Dèi Olimpi”: Zeus, Era, Ade, Poseidone, Demetra, Estia. 

Gli Olimpi greci (Dèi Consenti per i Romani) sono gli dèi principali della mitologia greca, così chiamati perché abitavano sul Monte Olimpo (la montagna più alta della Grecia), un monte che, secondo il mito, era talmente alto e sempre attorniato dalla nebbia che la sua punta, dove si trovava la loro dimora, non era visibile. Lì viveva Zeus, signore di tutti gli dèi, con le divinità più importanti: tutti suoi fratelli, sorelle o figli (elencati e ben descritti nel pannello al centro della sala).

Come in molte civiltà del passato, il culto delle divinità ricopriva una parte molto importante nella vita degli antichi greci e romani. Per rendere omaggio agli Dèi in ogni città venivano costruiti templi dove venivano conservati gli oggetti votivi offerti dai fedeli. Simbolo della casa del dio venerato, i templi erano decorati con statue che li raffiguravano e rilievi con scene che ne raccontavano le principali imprese. Oltre i più importanti templi dedicati a Zeus e Atena, ce ne erano molti dedicati anche ai fratelli Apollo e Artemide, qui in mostra presentati con due ritratti. Il Pantheon come insieme di tutte le divinità greche, diventa con i Romani anche un vero e proprio edifico di culto dedicato a tutti gli dèi.

Gli dèi del mito greco-romano hanno popolato molti racconti moderni perché essi stessi sono comparsi più volte all’interno dei comics interpretando il loro ruolo tradizionale di divinità in innumerevoli forme grafiche e artistiche. 

La dea Venere è la prima figura mitologica ad essere immaginata come protagonista di storie moderne nel 1948, nell’omonimo comic book di Stan Lee, Ken Bald e Bill Everett, pubblicazione sulla quale fa anche la sua prima comparsa a fumetti il potente padre Jupiter (Giove). 

In un albo di” Journey into Mystery”, la rivista su cui comparivano le prime avventure di Thor e degli dèi Asgardiani, esordisce nel 1965 il prode Hercules, portando con sé con tutti gli abitanti dell’Olimpo nell’universo Marvel. 

Gli dèi olimpici sono comparsi, ovviamente, anche in molte testate DC, ma è soprattutto con il celebrato ciclo di Wonder Woman di George Perez con Greg Potter, Len Wein e Bruce Patterson del 1987, che le loro identità vengono codificate in forma estremamente fedele alla tradizione, in un ciclo di storie in cui la classicità formale è rispettata dall’elegante mano di Perez, che plasma le icone ispirandosi alla scultura ellenistica.