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Sez. 8 – L’arte dei Supereroi

Molti artisti, di decennio in decennio, hanno contribuito a lasciare un’impronta indelebile nella storia dei Supereroi, definendo precisi stili grafici attraverso i quali sono stati codificati i tratti iconici dei personaggi, contestualizzandoli in precise epoche storiche e, conseguentemente, artistiche. 

Prendendo ispirazione dai pionieri che hanno elevato le “strip” ad arte sequenziale, nomi come Richard F. Outcault (The Yellow Kid), il disegnatore e animatore Winsor McCay (Little Nemo in Slumberland), Alex Raymond (Flash Gordon), Will Eisner (The Spirit) e Hal Foster (Prince Valiant), i creatori dei primi Supereroi hanno stabilito le matrici di riferimento per tutte le generazioni a venire.

Grazie al loro contributo visionario, Joe Shuster (Superman), Bob Kane (Batman), Harry. G. Peter (Wonder Woman) sono considerati oggi i capostipiti di un genere che, rimanendo fedele a sé stesso, continua ad evolversi, passando dal foglio e matita alla tavoletta grafica pur mantenendo inalterati i canoni espressivi.

Se per interi decenni le due major dei comics dei Supereroi hanno ingaggiato prevalentemente artisti statunitensi, con il progredire della globalizzazione e della semplificazione della comunicazione, oggi non sussistono più confini nelle collaborazioni con nuovi talenti da tutto il mondo e anche molti comic artists italiani sono stati chiamati a dare il loro contributo in questi universi articolati e spontaneamente inclusivi.

Nell’impossibilità di elencare tutti i maestri che hanno contribuito a questo percorso evolutivo, questa sezione si focalizza su cinque artisti che hanno segnato capitoli fondamentali nella storia della Marvel e DC.

GLI ANNI SESSANTA
JACK KIRBY (1917/1994) – “Il Re”, ideatore con Stan Lee dei maggiori characters Marvel. Il suo stile inconfondibile, che spazia dall’onirico al lisergico, descrive mondi e creature impossibili attraverso un utilizzo iperdinamico della forma. Nessuno, più di lui, ha saputo fissare su carta un “sense of wonder” che unisce surrealismo con metafisica della fantascienza. Tra le sue invenzioni grafiche, gli inquietanti crepitii energetici, espressi con un sapiente utilizzo di macchie circolari di inchiostro nero, battezzate in sua memoria, “Kirby dots”.

GLI ANNI SETTANTA
JOSE’ LUIS GARCIA-LOPEZ (1940) – Artista ispano-argentino, è legato particolarmente ai personaggi della DC Comics, la quale lo incaricò nel 1982 di redigere un manuale ufficiale, per utilizzo sia interno che per i licenziatari del merchandise, contenente immagini campione di tutti i principali Supereroi di proprietà. Il lavoro che ne risultò fu talmente impattante da definire ancora oggi l’immaginario “classico” dei characters DC. I comics esposti sono edizioni variant di albi pubblicati per celebrare nel 2024 la ristampa ufficiale dello storico manuale.

GLI ANNI OTTANTA
GEORGE PEREZ (1954/2022) – Stimato per la sua innata capacità di disegnare decine di personaggi nella stessa tavola, Perez è legato ad alcuni dei cicli più importanti della storia dei Supereroi, sia per Marvel che per DC: il memorabile “Crisis on Infinite Earths”, che ha distrutto e ricostruito l’intero universo DC nel 1985, il rilancio dei Teen Titans nel 1980 e di Wonder Woman nel 1987, l’epico incontro tra Avengers e Justice League nel 2003, opera titanica che ha visto la luce dopo vent’anni di gestazione. I comics esposti sono commossi omaggi della DC Comics all’autore, versioni variant pubblicate a seguito della sua scomparsa, nel 2022.

GLI ANNI NOVANTA
JIM LEE (1964), Statunitense di origini coreane, Lee è stato tra i fautori di un movimento “separatista” che ha portato, all’inizio degli anni Novanta, molti giovani artisti ad abbandonare le “mainstream” Marvel e DC per fondare etichette sperimentali indipendenti. Con il suo stile graffiante e ipercinetico ha definito il look degli X-Men degli anni Novanta, come è evidente dalla composizione delle quattro cover variant componibili che l’artista realizzò per “X-Men” #1 del 1991, considerato, con oltre 8 milioni di copie, il comics più venduto di sempre

GLI ANNI 2000
ALEX ROSS (1970) – Con il suo stile pittorico e iperrealista, Ross ha definitivamente rotto le barriere tra arte e comics, diventando una star internazionale. Le sue opere, a metà tra il dipinto e la fotografia esaltano la bellezza “classica” e statuaria dei Supereroi e ne trasfigurano l’immaginario grafico in una dimensione rinascimentale di estrema complessità formale. Ispirato da Michelangelo e da Norman Rockwell, utilizza per le sue tavole un tecnica mista che unisce tempera ed acquerello ed è solito avere come riferimenti per la resa della luce e dell’anatomia, fotografie di modelli che indossano costumi di supereroi.

OGGI
DAVID NAKAYAMA (1978) – Con l’avvento del digitale, molti artisti hanno intrapreso nuove strade di sperimentazione grafica e pittorica, ricorrendo alle innovazioni tecnologiche per trovare la propria identità espressiva. Con il consolidamento del fenomeno del collezionismo, vero e proprio motore trainante del settore, il valore “estetico” delle copertine dei comic book – spesso proposte in più varianti – è divenuto imprescindibile per il lettore/collezionista, tanto da rappresentare per gli artisti la vetrina definitiva per imporre il proprio stile.

Tra le decine di illustratori top di gamma, uno dei più acclamati è senz’altro David Nakayama, esponente di una corrente essenziale e minimalista, dove il colore diventa il protagonista assoluto della tavola. Le due opere esposte appartengono al suo ciclo di “Color Block Variants”.