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Dal gioco al collezionismo: Doll e Action Figure

Per i bambini degli anni Settanta nulla era più emozionante che vivere un’avventura fantastica, volando in compagnia di Superman o arrampicandosi su un grattacielo con Spider-Man. Lo comprese bene una piccola azienda americana produttrice di giocattoli, la Mego Corporation, che acquisì i diritti dei Supereroi Marvel e DC, trasponendoli per la prima volta in bambole di plastica articolate, con teste in vinile e vestite con tute in tessuto. I “World’s Greatest Super Heroes!” conquistarono il mondo, vendendo milioni di esemplari dal 1972 al 1983, e sono oggi considerati tra gli oggetti più ricercati dai collezionisti, tanto da essere definiti vere icone vintage della cultura pop.

A partire dagli anni Ottanta, quando il fenomeno Mego si esaurì, i Supereroi ritornarono in forma di action figure, inizialmente poco articolate e poi via via sempre più dettagliate, dando vita a un affascinante percorso evolutivo che intreccia arte ludica, design e tecnologie produttive in continua progressione. Le action figure diventano così un importantissimo veicolo di comunicazione del mondo dei Supereroi, raccontato attraverso i cambiamenti di costume, le diverse interpretazioni grafiche, le identità segrete, gli alleati e i nemici, ma anche tramite date e altre indicazioni utili per orientarsi in un universo vastissimo, che continua a mutare e aggiornarsi in quasi novant’anni di esistenza.