Il collegamento con le imprese del territorio piemontese

Con l’avvento del prêt-à-porter, intorno agli anni Sessanta del ‘900, le maestranze sartoriali torinesi e piemontesi in genere avviavano un’opera di conversione su piano industriale, passando dalla confezione su misura alla produzione in serie. In questo panorama particolarmente felice per il settore, il Piemonte confermava in quel momento la sua eccellenza nel tessile con una mappa estesa che toccava i lanifici biellesi, i cotonifici chieresi (dai quali proviene una particolare tela grezza esportata negli Stati Uniti con il nome di “jeans”) e l’albese, con la nascita dell’azienda Miroglio. La creazione di Facis, azienda dedicata all’abbigliamento maschile in serie, successivamente ampliatasi nel colosso Gruppo Finanziario Tessile (GFT) portava il Piemonte ai vertici manifatturieri della moda italiana.
Nel periodo di massima espansione di GFT, tra gli anni Ottanta e Novanta, l’azienda produceva alcuni dei più importanti brand del panorama del fashion design italiano e francese, tra cui Giorgio Armani, Valentino, Emanuel Ungaro, Claude Montana. Il fallimento di GFT alla fine degli anni Novanta decretava, tuttavia, il collasso di tutto l’indotto produttivo piemontese, che contava centinaia di maestranze sartoriali satelliti del Gruppo, sparse su tutto il territorio.
Nonostante il graduale declino del settore il DNA manifatturiero di alta gamma di Torino e del Piemonte è sopravvissuto nel tempo e gran parte del know-how non è andato totalmente perduto. Ne sono conferma i poli produttivi del Gruppo Kering (Gucci, Saint-Laurent, McQueen) e dei brand Valentino e Versace, recentemente stanziatisi nella regione e in continua espansione. Tutte queste aziende sono alla ricerca di un patrimonio intangibile che lontano dal design – ormai totalmente stanziato a Milano – è identificato nelle figure di sarta/o, modellista e altri operatori tessili provenienti da scuole di alta formazione.
La possibilità aperta dalla Fashion Heritage Academy di esplorare anche la moda nel mondo digitale e tecnologico, mette le basi per una collaborazione interessante con il Competence Center di Torino e la rete dei FabLab.
Impatto atteso, i profili che formiamo
La Fondazione M-Cube mira a rispondere alla richiesta di un mercato sempre più globale, ma al contempo sempre più impoverito delle competenze e delle maestranze umane. Nell’epoca in cui l’AI e la robotica stanno conquistando spazi importanti non solo nella produzione ma anche nei processi creativi, diventa fondamentale allenare menti e mani affinché l’arte e l’ispirazione di cui siamo capaci, non vada perduta.
La Fashion Heritage Academy consentirà di stabilire partnership importanti con le aziende già operative nel settore della moda, ma anche di dialogare con brand internazionali e soprattutto di ripensare al “mestiere della moda”, guardandolo da nuove prospettive, scoprendo nuovi materiali, logiche e approcci. L’insegnamento della lingua inglese e della conoscenza “dei corpi” mira ad aprire nuovi ponti professionali, capaci di attraversare le culture (Oriente e Occidente), le età, le estetiche o quello che è percepito come disabilità.
La Fashion Heritage Academy consentirà di effettuare tirocini presso le aziende, grazie alle partnership siglate con l’obiettivo di supportare la risposta a necessità reali del mercato e la formazione di profili professionali coerenti. Al contempo, il rapporto con le aziende, consentirà di trasferire a queste la conoscenza e l’innovazione sviluppate a livello sperimentale nella Fashion Heritage Academy – vera e propria sandbox – insieme agli studenti e ai professionisti.
Lo sguardo sul futuro è reso particolarmente solido attraverso il corso in Digital Fashion: con poche unità di alto livello già attive su questo tema nel mondo, l’Academy porterà a Torino competenze e maestranze internazionali e con loro input fondamentali per stimolare innovazione e primato anche nel territorio piemontese. La moda legata alla tecnologia e ai mondi digitali, apre un ulteriore fronte di collaborazione con le aziende che operano oggi nel mondo delle piattaforme, dei videogiochi, delle sfilate online e dei metaversi, spesso alla ricerca di competenze ancora tutte da costruire.
Infine, la Fashion Heritage Academy offrirà ai professionisti del settore già formati, la possibilità di accedere a moduli specialistici, funzionali a potenziarne le competenze o a pensare una ridefinizione della propria operatività nelle nuove filiere di questo settore.
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