Da qualche tempo a questa parte, gli addetti al settore hanno (finalmente) iniziato a domandarsi se il ruolo chiave del design di moda, oggi, sia rappresentato ancora dai creativi o se, invece, non siano i manager dei dipartimenti commerciali ad imporre il loro dominio.
La risposta è più scontata di quanto possa apparire.
Mi perdonino le Generazioni Z e A se la citazione musicale del titolo di questo articolo può risultare loro criptica; sicuramente potranno rivolgersi a un genitore per una spiegazione. Non trovavo modo migliore per trasmettere il mood di sconforto sulla deriva della moda degli ultimi vent’anni.
L’intuizione che hanno avuto i CEO dei brand è molto semplice, a dire il vero: minimo sforzo, massima resa (economica). Quindi, perché investire capitali nella formazione di sarti esperti, modellisti e tecnici di alto prêt-à-porter per rinnovare le collezioni puntando sulla creatività, il genio e la qualità, quando con molto meno sforzo si possono vendere infinite borse prodotte in serie con margini di guadagno che l’abbigliamento non può consentire?