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Sez. 10 – Le grandi conquiste

Se si può affermare che DC Comics ha inventato i protagonisti della Mitologia Moderna, definendone aspetto (soprattutto le calzemaglie e i mantelli!) e codice di condotta, Marvel li ha rinnovati negli anni Sessanta, rendendoli più fragili, umani, vicini al lettore e al mondo reale, inserendo tra loro temi quali il razzismo, la droga, la fluidità di genere, decenni prima che la priorità dell’inclusione sfumasse dalla sensibilità al marketing. Sebbene esistano moltissime case editrici che hanno firmato i Supereroi, resta egemonico il potere simbolico dei due colossi del settore, i quali, dovendo gestire un’importante eredità, si preoccupano di rinnovare costantemente i loro characters adeguandoli al tempo che passa, alle complessità storiche e al mutare dei gusti e delle esigenze dei lettori. 

Nel corso dei decenni, nelle pagine (e sulle copertine) dei comics di Supereroi sono stati trattati temi sociali di estrema rilevanza, spesso con un ampio margine di anticipo rispetto ad altri media considerati, a torto, più “elevati”. Sfidando censura, bigottismo, perbenismo e varie convenzioni, gli autori Marvel e DC hanno saputo trasmettere al loro pubblico – inizialmente adolescenziale – non solo valori, ma anche campanelli di allarme nei confronti di pericoli tangibili, ben più pericolosi dei raggi gamma o delle invasioni aliene. Così, abbiamo visto apparire il primo eroe di origine africana, abbiamo assistito all’emancipazione della prima supereroina, eravamo presenti al primo coming out e al primo matrimonio non convenzionale (tra una strega e un androide!), abbiamo detto addio ad un eroe vittima del cancro e siamo stati testimoni del crollo delle Torri Gemelle. I comics hanno cessato da tempo di svolgere funzione di mero intrattenimento per elevarsi a indicatore sociale di estrema efficacia.