Il Whitney Museum of American Art, progettato dall’architetto Renzo Piano e situato tra la High Line e il fiume Hudson, offre una delle più grandi collezioni permanenti di arte americana moderna e contemporanea ed una rosa di interessanti mostre temporanee.
E’ qui che la Fondazione M-Cube si confronta con il lavoro e lo storytelling di Amy Sherald, nella sua American Sublime. Sherald privilegia una popolazione che storicamente è stata omessa dalla storia dell’arte e dalla rappresentazione visiva in generale. La pelle dei suoi soggetti da nera diventa grigia, in un gioco in cui la luce porta in primo piano la “meraviglia di ciò che significa essere un nero americano”, rendendo in vibrante technicolor un mondo nero ricco e senza vincoli. In questa dimensione trovano spazio americani comuni insieme a figure iconiche come quella della First Lady Michelle Obama (con un abito di Michelle Smith) e di Breonna Taylor (tributo dopo la morte per mano della polizia, pubblicato come copertina di Vanity Fair), per produrre un’ode risonante alla molteplicità e alla complessità dell’identità americana. E trovano una dimensione anche i miti moderni, dai manga alla Barbie.
Sebbene Sherald si consideri un’erede della tradizione del realismo americano di artisti come Edward Hopper, quegli artisti si concentravano sulla vita dei bianchi americani di tutti i giorni.
Lei, al di là dei ritratti tradizionali, realizza le immagini che vorrebbe vedere nel mondo.





