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FMC #07

10.2025

FMC // novembre 2025. I nostri prossimi eventi

Photo: The Necklace, 1999 @Alessandra Sanguinetti at C/O Berlin

2.11 / Scopriamo i miti di… The Lifetimes Tour
Un appuntamento di musica e cultura pop imperdibile per FMC. La superstar americana Katy Perry arriva all’Unipol Arena di Bologna per l’unica data italiana del suo tour mondiale. Con un totale di 115 miliardi di stream e vendite globali di oltre 70 milioni di album e 143 milioni di singoli, Katy Perry è una delle artiste più amate di tutti i tempi

13.11 / Scopriamo i miti di… The Mayhem Ball
Il concerto-evento dell’anno: Lady Gaga torna alla musica dopo gli interludi cinematografici con uno spettacolo mastodontico sospeso tra barocco decadente e neogotico dark. FMC sarà nel Golden Circle dell’LDLC Arena di Lyon (FR) per un reportage live

17.11 / Scopriamo i miti shock rock e l’estetica gotico-industriale di Marylin Manson
Con il tour mondiale One Assassination Under God Tour, Marylin Manson unisce uno stile visivo fortemente teatrale con trucco iconico, scenografie simili ad altari e simbolismi forti, e porta in scena un immaginario religioso, decadenza socialetrasformazione e rinascita in un momento in cui il nostro mondo si trova nuovamente a ragionare sul rischio di un conflitto globale.

19-21.11 / Siamo a Cordoba, in Argentina con SiGradi 2025
Meta-Responsive Approaches in Architecture, Art, Design, and Sciences
SiGraDi 2025 ci porta dentro al “responsive design” per creare soluzioni adattive e flessibili in architettura – cosi come nello sviluppo dei progetti culturali – in grado di adeguarsi e rispondere efficacemente a necessità umane e dell’ecosistema in continua evoluzione. Presentiamo qui la nostra ricerca See the Invisible: Using Generative AI to Represent Mythical Layers in Immersive Panoramas, while understanding more about “Eternal cities”.

24.11 / Si parte per la Nuova Zelanda!
GDI 2025 Green + Digital + Intelligent Built Environments
GDI 2025 ci permetterà di esplorare le ricerche all’avanguardia e le pratiche trasformative che stanno plasmando il futuro dell’ambiente costruito, spaziando tra edilizia sostenibile, sistemi strutturali avanzati, città intelligenti e trasformazione digitale. Con la Fondazione M-Cube presenteremo il paper See the Invisible. How generative-AI can support panoramas artists to represent spaces in a deeper way, while understanding more about “Eternal cities”, terremo un workshop professionale sugli ambienti panoramici phygital e allestiremo al nuova demo della mostra See the Invisible.

Il Fantamoda

di Fabrizio Modina

Là fuori, nel mondo “reale”, tra i maschi alfa che non si curano certo della differenza tra il turchese e il ceruleo, si gioca al “Fantacalcio”, curiosa appendice home-made del gioco d’azzardo sportivo evoluta in un business di rilievo.

Se esistesse un “Fantamoda”, in questa stagione, tra Milano e Parigi, sono certo che avrei guadagnato una cifra considerevole immaginando i goal e gli autogoal dei grandi nomi del fashion system. Il gioco dei rimpasti, delle ripartenze, delle rinascite, pareva essersi cristallizzato tutto in un’unica stagione, la P/E 2026. Valeva la pena scommettere, per accertarsi che tutto sarebbe cambiato, in modo che non cambiasse nulla. Più o meno.

Photo: VOGUE

Ha aperto le danze milanesi Gucci, che, alla ricerca di un’identità e di un senso (ma, soprattutto, di fatturati), si affida a Demna Gvasalia, il georgiano che ha trasformato Balenciaga in uno spin-off di Decathlon. Ed è subito un miracolo annunciato (dall’ufficio stampa): niente sfilata, ma un cortometraggio costellato da star globali che interpretano i personaggi di una famiglia variopinta e disfunzionale.

La stampa e i social vanno in visibilio, ed io resto incredulo di come non sia stato affatto notato l’elefante nella stanza: non esiste una collezione. O meglio, quel poco che si vede, all’80 % riciclato dai fasti di Tom Ford, viene impunemente promosso come una linea see now-buy now, leggasi: ci siamo trasformati in prontisti da Centergross ma rimaniamo fucking cool.

La sorte peggiore è però toccata a Versace, ma qui non era necessario essere dei fenomeni paranormali per immaginarlo. Quando una Maison che ha costruito tutto il suo heritage sulla fisicità, sul sesso e sull’eccesso, viene acquistata da un’altra dal percorso storico diametralmente opposto, il risultato non può che essere stridente e disorientante. Ne consegue un pastiche di temi d’archivio di epoche diverse che il nuovo designer Dario Vitale appiccica con ingenuità quasi infantile come bamboline di carta sulle silhouettes informi e dismesse di Prada. Dalle Super Models agli zombie, Medusa viene nuovamente decapitata, e i pochi che hanno urlato allo scandalo, sono stati ovviamente pietrificati.

Da Armani, per ovvi motivi, potevano anche sfilare modelle con capi in cartapesta e sarebbe stata ugualmente standing ovation. Il Re è morto, viva il Re. Buon lavoro a chi dovrà raccogliere un’eredità così importante, avendo ben chiara la necessità di ringiovanire un brand che ha una clientela a senso unico che va dai cinquanta in su.

Photo: Balenciaga

Sotto la Tour Eiffel, il brivido è tutto da Dior, che saluta Maria Grazia Chiuri (già sistemata da Fendi) per celebrare l’esordio di Jonathan Anderson, uno dei pochi, autentici, enfant prodige di una generazione di designer, in media, deludente. Dopo avere reso fenomenale Loewe, il creativo nordirlandese ha accettato di prendere le redini di Dior donna, uomo e alta moda, senza abbandonare il marchio a suo nome, la collaborazione con Uniqlo e gli incarichi di costumista cinematografico. John Galliano ha resistito quattordici anni prima di dare di matto, quindi, non si può che augurare il meglio ad Anderson, quantomeno per il coraggio e la tenacia.

La collezione è ibrida e a tratti confusa, ma i dettagli sono di altissima sartoria, le calzature una delizia, le forme interessanti. Sarà la collezione di Haute Couture a sigillare o meno la visione del designer con l’essenza del marchio, ma confidiamo nella sua bravura.

Altrettanto positivo è stato l’esordio di Pierpaolo Piccioli da Balenciaga, al quale non si perdona però il fatto di avere ceduto il “suo” Valentino alle poco capaci mani di Alessandro Michele. Piccioli ha il non facile compito di riportare lo status quo di Balenciaga alla sua essenza originale, ovvero una fucina di sperimentazione di forme e architetture, e non un emporio di sneakers e t-shirt per danarosi teenagers asiatici. Più couturier che designer, Piccioli entra con umiltà nell’archivio di uno dei più grandi geni della storia della moda cercando una mediazione tra passato e presente, prendendosi il rischio di un radicale ribaltamento di clientela.

Photo: Channel

Last but not least, chiude la settimana parigina Chanel, l’altro macroscopico punto di domanda della stagione. Riuscirà Matthieu Blazy a rilanciare il brand più iconico e più soporifero di Francia? La risposta, con sollievo, è sì. Cancellato con un colpo di frusta il periodo post Lagerfeld, dominato dal tocco pseudo-intellettualoide-borghese di Virginie Viard, Blazy orchestra una sinfonia di leggerezza e di giovinezza, un messaggio per una nuova generazione di clienti. In passerella si sorride e si danza anche un po’, sulle note della tamarrissima Rhythm is a Dancer. Il messaggio è chiaro: siamo ricche, siamo snob, ma non dobbiamo per forza essere delle matrone mummificate.

Così, in un giro di poltrone che neanche Giulio Andreotti avrebbe saputo organizzare meglio, tutti sono stati sistemati. Quelli bravi ci sono, quelli meno bravi anche. Il circo continua, in attesa che, prima o poi, arrivi un nuovo, vero, genio.

La moda, professione in evoluzione

Scopri i video talk della Fondazione M-Cube, a partire dalla moda, per poi planare su tanto altro dai mondi della Mitologia Moderna!

Doppia Zip

a cura di Grita
riprese e montaggio di Simona Rapisarda

I nuovi linguaggi della moda: videogame e Metaversi

Moda, videogame e Metaversi si incontrano nel racconto di Leonardo Assom. Il “sapere fare” tecnico prende forma anche nel digitale,
mentre il confine tra gioco e realtà è sempre più sottile…

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Segreteria +39 392.6328942 // Da lun a ven – 14.00-16.00

La moda attraverso il grande schermo: The Addams Family a cura di Elena Maria Casella

Halloween si avvicina e non possiamo non salutare ottobre senza aprire le porte della villa più affascinante e inquietante del grande schermo. Tra ragnatele, vecchi candelabri e una mano domestica che si aggira tra le stanze, la famiglia Addams ci accoglie ogni anno con il suo fascino intramontabile. In un mondo ancora ostile alla diversità, loro ne hanno fatto il loro marchio identitario: eleganti, eccentrici e fieramente fuori norma, gli Addams hanno trasformato il gotico in stile e il macabro in una forma di eterna raffinatezza.

The Addams Family nasce nel 1938 dal disegnatore Charles Addams che sulle pagine del New Yorker dà vita a una serie di vignette dal tono ironico. Sono illustrazioni in bianco e nero che raccontano i frammenti della vita di una famiglia apparentemente ‘’mostruosa’’ ma in realtà molto più affettuosa e unita di quanto lo siano i perfetti nuclei borghesi americani dell’epoca.

Nel 1964, i personaggi prendono voce grazie alla serie televisiva trasmessa nel canale ABC. Il sarcasmo sofisticato delle vignette diventa un linguaggio inconfondibile dove il dark incontra la commedia. Morticia, con la sua silhouette fluida e gli abiti a sirena, diventa immediatamente un’icona di stile; Gomez, con l’abito a doppiopetto gessato e il sigaro tra le dita, rappresenta una nuova forma di mascolinità eccentrica e cavalleresca.

THE ADDAMS FAMILY – “Halloween, Addams Style” – Season Two – 8/25/65 Morticia (Carolyn Jones) and Gomez (John Astin) make a phone call with the help of Thing.

Ma è con i film di Barry Sonnenfeld, negli anni Novanta, che la famiglia raggiunge il suo massimo splendore cinematografico. Con il regista, il mondo degli Addams si tinge di un’estetica gotica ancora più glamour e teatrale. Gran parte del merito va alla costumista Ruth Myers che ha costruito un immaginario che dialoga tanto con la moda quanto con la storia del costume. Le influenze vanno dal decadentismo ottocentesco, all’epoca vittoriana,  passando per l’haute couture anni Cinquanta, fino ad abbracciare i toni surrealisti. 

Myers racconta che il vero obiettivo era far sì che Morticia (Anjelica Huston) potesse sembrare “fluttuare” come una dea, come se non appartenesse del tutto al mondo dei vivi. Questo dettaglio fu reso possibile grazie agli abiti indossati, abiti che la resero immortale nella memoria collettiva. È proprio in questo momento che la Famiglia Addams si trasforma definitivamente in mito moderno, anticipando di decenni la fascinazione contemporanea per il dark chic e per la moda goth, oggi in voga sulle passerelle e sui social.

Con la serie Wednesday di Tim Burton (Netflix, 2022), questa estetica torna prepotentemente al centro della cultura pop. La giovane Jenna Ortega da nuova vita al personaggio diventando un ‘’manifesto estetico’’. Il suo guardaroba ispira il nuovo fenomeno social ribattezzato ‘’Wednesdaycore’’: un revival dello stile gotico declinato in chiave minimal, pulito e contemporaneo. Ma il momento che più di tutti consacra Jenna Ortega come erede contemporanea della mitologia Addams è il look scelto per la première della seconda stagione della serie. Sul carpet, l’attrice indossa un look di Ashi Studio composto da un corsetto, un top e una gonna in latex vedo-non vedo che fa impazzire il web per settimane.

Da oltre sessant’anni la Famiglia Addams continua a popolare il nostro immaginario. Hanno sfidato le convenzioni, trasformando l’orrore in stile e la diversità in bellezza. Se la società li ha sempre guardati con sospetto, la moda li ha eletti a propri numi tutelari, celebrandone la teatralità e l’amore per l’inusuale. Morticia con i suoi abiti a sirena, Wednesday con la sua durezza iconica, Gomez con il fascino dandy fuori dal tempo: ogni personaggio è un archetipo che continua a risuonare nella cultura visiva contemporanea. Oggi, con Jenna Ortega come nuova musa dark, questa mitologia si rinnova dimostrando che essere un Addams non è una stranezza, ma un atto di libertà estetica.

In fondo, la loro è una grande lezione di stile: non temere di essere ciò che sei, anche quando omologarsi è più semplice. Perché come direbbe Morticia, tra un sorriso e un battito di ciglia: “Normal is an illusion. What is normal for the spider is chaos for the fly.

MiniMyths in collaboration with Scuola Internazionale Comics
Logo rassegna corti animati MiniMyths

in collaborazione con Scuola Internazionale Comics (Torino)

Dopo un anno straordinario insieme ai ragazzi, alle ragazze e ai docenti
della Scuola Internazionale di Comics… arriva la nuova rubrica MiniMyths
…per capire insieme cos’é la Mitologia Moderna.

Il viaggio del jeans

di Sonia di Sciacca

FMC // settembre 2025. Risultati e progetti in corso

NUOVI FORMAT PER VOI
In lavorazione per voi… l’irriverente MAGAZINE “LETTERALMENTE” (a cura di Annarita Clemente. E ancora… una RIVISTA direttamente dal mondo COSPLAY con Angela De Marco, una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA Con Nicolas Casari e un PODCAST, con Giorgia Casari, per raccontare la vita reale, abbandonare i pregiudizi e trovare il coraggio di confrontarsi su tutte le questioni umane.

RICERCA & INNOVAZIONE
La ricerca della Fondazione M-Cube prosegue in collaborazione con la New York Institute of Technology (USA), la Auckland University of Technology (NZ), HTW-Berlin (DE), e la Universidade Aberta (Lisboa, Algarve – PT).
Stiamo studiando come la Mitologia Moderna pervada e impatti sugli spazi (le “Città Mito”- in occasione di KUI 2025, al Kulturforum di Berlino, ne abbiamo presentato un primo capitolo.

PROGETTI EU
In fase di candidatura, in collaborazione con 40 partner in Europa, USA e Nuova Zelanda, tre nuovi progetti in risposta alle nuove call Horizon.